Quando si completa la diffusione della Cultura Digitale prende forma la SOCIETA' 4.0, avviando l'Umanesimo Tecnologico della SOCIETA' 5.0

Con l'inizio di questo nuovo secolo gli Uomini inziano ad esperire un nuovo modo di vivere.

Prende forma un nuovo modello di Società, che prende il nome di SOCIETA' 4.0.

Questa si definisce con la diffusione della Cultura Digitale.

"Antropologicamente, per Cultura si intende quell’insieme di conoscenze e di pratiche acquisite dall’Uomo, che vengono trasmesse di generazione in generazione, dunque un complesso di modelli per sviluppare idee, simboli, azioni, disposizioni e procedure sia intellettuali che pratiche. La Sociologia della Cultura tratta la Cultura per come questa si manifestata nella Società"

 

La Cultura, in campo sociologico, può essere definita come i modi di pensare e di agire e gli oggetti materiali che, insieme, formano lo stile di vita di un popolo.

Può essere di due tipi: immateriale e materiale.
La Cultura Immateriale si riferisce alle idee non fisiche che gli individui hanno sulla loro sapere, inclusi valori, sistemi di credenze, regole, norme, morale, lingua, organizzazioni e istituzioni, dunque i principi di organizzazione sociale, comprese le pratiche di organizzazione politica e istituzioni sociali. La Cultura Materiale copre le espressioni fisiche, come la tecnologia, l’architettura, l’arte.

La Cultura Digitale si riferisce al modo in cui lo sviluppo della Cultura individuale e Sociale viene modellata dall’introduzione e dall’uso delle Tecnologie Digitale regolando il nostro modo di vivere, lavorare, relazionarci con nuove Norme e Riti. 

La diffusione della Cultura Digitale sta dando vita a nuove forme organizzative che guidano la transizione alle economie digitali, a nuove forme di associazione e socialità ed a nuove soggettivazioni generate dal cambiamento delle configurazioni uomo-macchina, mettendo alla prova le capacità disciplinari in termini di metodo. L’empirico del digitale consente la trasversalità a livello di disciplinarietà per l’elaborazione di nuovi metodi e produzione di nuove Conoscenze.

 

Nasce dunque l'esigenza di nuovi paradigmi formativi ed organizzativi, destinati sia  alle attuali, ma soprattutto future generazioni nate digitali.

 

Se sapremo miscelare l'esperienza delle vecchie generazioni nate analogiche con il pragmatismo digitale che contraddistingue le nuove, sapremo  PROTOTIPARE  il FUTURO dell’UMANITA’ in questa NUOVA SOCIETA'.

E’ oramai unanime la consapevolezza che l’Umanità si trova a vivere in una III Rivoluzione Industriale: questa indotta dal massiccio impiego del Digitale, con salti tecnologici temporalmente sempre più vicini tra loro. Salti tecnologici che già fanno intravedere i prodromi di una IV Rivoluzione industriale che andrà ad affermarsi con l’Informatica quantistica, la Robotica avanzata e l’Intelligenza artificiale, l’Internet delle Cose  (of Things), i Big Data e il Cloud Computing.

Il funzionamento in background dei sistemi digitali nella routine della vita quotidiana oscura sempre più la materialità e il significato dei cambiamenti tecnologicamente indotti. Le architetture computazionali costituite dalla governance algoritmica prevalgono su una vasta e differenziata gamma di impostazioni istituzionali, pratiche organizzative e produttive.

Impianti di produzione e di assemblaggio; la manutenzione industriale; la logistica; le Città; l’Agricoltura; la Sanità, le Agenzie governative e i Campus universitari, la Sicurezza e Difesa; la stessa Politica sono tutti concetti che oggi già possono essere preceduti dalla lettera 'eche qualifica la loro trasformazione in atto, dovuta all’impiego del ‘Digitale’. Facendo diventare la Produzione: Robotizzata, le Città e le Case: Smart, la Logistica: intelligente, la Sicurezza e la Difesa: elettronica, la Cittadinanza: Digitale, e via dicendo.

Tutto oggi è supervisionato da operazioni software progettate per estrarre valore aggiunto, o per coordinare le pratiche e gestire le popolazioni in tempo reale. L’ideologia della Silicon Valley prevale sulla tradizionale (obsoleta) progettazione e produzione di manufatti; le pratiche e le istituzioni che contraddistinguono le culture digitali, le architetture e le infrastrutture delle sue operazioni sono continuamente ricostruite, hackerate, interrotte e mantenute all’interno di una proliferazione di nuovi concetti, che vengono contraddistinti dal ‘4.0’, ad indicare le trasformazioni che avvengono in tutto il mondo.

 

Dunque ci stiamo rendendo conto che il significato della desinenza ‘4.0’ trascende dal suo significato iniziale coniato da Kagermann (ed altri)  che lo impiegarono per la prima volta alla Fiera di Hannover del 2011, in cui preannunciarono lo ‘Zukunftsprojekt Industrie 4.0’ per descrivere il prossimo avvento della IV Rivoluzione Industriale, cioè dell’Industria Smart.

 

Le cosiddette ‘Tecnologie abilitanti’, classificate in 9 categorie da Boston Consulting insieme alle altre 6 ‘Tecnologie Intelligenti’ non stanno solo rivoluzionando l’Industria obbligandoci alla necessità di adottare nuovi paradigmi (molti dei quali ancora devono essere definiti), ma ci impongono di dover elaborare anche dei nuovi paradigmi sociali, culturali economici e privati per abilitare l’Uomo e l’intera Umanità a poter vivere nella Società 4.0.

Afferrare analiticamente le trasformazioni emergenti richiede studi multidisciplinari  e culturali approcciati olisticamente per indagare sui cambiamenti epocali che si stanno verificando con la proliferazione delle nuove tecnologie e dei media digitali. Mentre per molti versi la svolta digitale è già da lungo in corso, le sue caratteristiche e gli effetti culturali sono lontani da quelli noti o comprensibili.

 

La ricerca deve occuparsi delle registrazioni infrastrutturali e ambientali del digitale, indagando sulle nuove capacità di produzione mondiale e sulla Cultura Digitale, situando la grande diversità incombente delle nuove pratiche all’interno di specifici sistemi tecnici, nelle dinamiche geoculturali e nelle forze geopolitiche. La contemporaneità delle Culture Digitali invita l’Uomo ad impiegare metodi sperimentali che attingano dalle tecnologie digitali come strumenti e non come fine, mettendolo al centro dell’intersezione tra nuove tecnologie e nuovi media, per abilitarlo all’esercizio delle nuove pratiche culturali ed impostazioni istituzionali ed economiche.

“La tecnologia vuole diventare Cultura e qualcuno vorrebbe far apparire l’Uomo sempre più 'obsoleto'. Si va delineando all’orizzonte una guerra ideologica fra Tecno-Scienza e Umanesimo mentre per contro continuano a crescere gli studiosi convinti che senza cultura umanistica non sia possibile affrontare le sfide della società contemporanea”

Ma, finalmente,  la consapevolezza di dover mettere l'Uomo al Centro del tumultuoso Sviluppo Tecnologico che ha caratterizzato questi primi decenni del nuovo secolo inizia finalmente a diffondersi.

La Società 4.0 già si trasforma nella Società 5.0 dove è l'Umanesimo Tecnologico che potrà darà vita ad una vera Innovazione Sociale.

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